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DARIO COSTI: ARCHITETTURA COME LUOGO DI VITA

A cura di: Antonio De Riggi, Enrica Donati



“L’architettura non è solo un bell’oggetto costruito che sempre accogliamo con piacere, naturalmente, ma la presenza di una cultura diffusa, plurale e conflittuale, ma definita e descrivibile dalla trasformazione della città. Del trasformarsi costantemente della città per l’azione di chi la abita e abitandola la costruisce”

Il dialogo tratta della tematica della città, partendo dalla definizione Treccani della parola e analizzandone le parti. Si parla di un ripensamento del centro storico, da non considerarsi come un’entità austera da salvaguardare dallo sviluppo socioeconomico che governa oggi i flussi sociali e cittadini, ma appunto che sia un centro storico aperto e perforabile da queste politiche. Se si pensa ad una città dei quindici minuti o a nuove politiche urbanistiche che tentano di configurare le metropoli che oggi abitiamo, sono concetti fortemente legati all’abilità dei centri storici. La questione, quindi, affronta il tema del centro storico come una sorta di “nuova periferia” che ha perso il suo valore di abitabilità a cause di politiche e economiche che hanno reso ancora più fragile la vivibilità del cuore cittadino. Viene quindi spontaneo ripensare alla vivibilità delle città a partire dalla loro “origine”, il punto 0,0, ovvero il centro storico. Il ragionamento deve basarsi non tanto sulle questioni politiche e governative della città quanto su una cultura diffusa. Se si pensa al centro storico è inevitabile associarlo al patrimonio culturale, ad una componente di eccellenza che necessita di essere conservata. Tuttavia, questo ripensamento deve essere fatto seguendo l’azione sociale, economica e politica, avendo come obiettivo la cura complessiva della città come bene comune.

Come citato nel testo la città si trasforma per l’azione di chi la abita. 

Un altro aspetto che viene affrontato è quello della scala. Ormai la città si “trasforma” ad una scala di dettaglio, individuale, senza avere una visione complessiva e comunitaria delle sue modifiche. 

 


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